Spedizione UTRtek in occasione del
decennale del ritrovamento del relitto
Varato nel 1925 per conto del Lloyd Triestino, il Transatlantico “VIMINALE”
è oggi considerato “La regina dei relitti Italiani”. La sua storia ci rivela
che è stata una delle prime navi con motorizzazione Diesel, nonché orgoglio
della flotta mercantile italiana. Durante la seconda guerra mondiale viene
requisito per scopi militari ed il 25 luglio del 1943, in concomitanza
con la fine del regime fascista in Italia, il transatlantico viene silurato
ed affondatodagli
anglo-americani.
Rimasta inviolata per 57 anni nelle acque al largo di
Palmi, nel Luglio 2000 il relitto viene ritrovato da un gruppo di
esploratori subacquei.
La Viminale fu quindi Identificata, fotografata, filmata ed esplorata,
mostrandosi ai sub che per primi la visitarono, praticamente come la
fotografia degli attimi prima del suo affondamento. In perfetto assetto
di navigazione giace su un fondale fangoso a 107 metri di profondità ed
a motivo di ciò, unito alle correnti che spesso caratterizzano questo
tatto di mare, le immersioni per andarla a trovare sono ad esclusivo
appannaggio di sub esperti ed addestrati in maniera specifica.
La
notte del 24/25 luglio 1943 sulla
Viminale erano imbarcati 22 persone di cui: 17 salvati, 1 salvato
ferito e quattro dispersi.
Il
S. Tenente di Vascello Giorgio Bagnasco organizzò e condusse personalmente
le operazioni di salvataggio.....
LA
SPEDIZIONE: 26 e 27 Giugno 2010
A Luglio 2010 il
relitto della Motonave “Viminale” compie il suo decimo anniversario
dalla data della sua scoperta. In coincidenza con questo decennale i sub
del W.S.E., ovvero il team di punta della UTRtek,
hanno organizzato la “Viminale Expedition 2010”.
La spedizione
prevede due immersioni allo scopo di visionare buona parte del relitto
sia nel suo insieme esterno che nei locali interni. Ovviamente per
esplorare tutto il relitto ci vorrebbero decine di immersioni vista la
grandezza dello scafo, ma con l’aiuto degli scooter nelle due immersioni
si è riuscito ad avere un visione d’insieme abbastanza completa.
Il progetto di questa spedizione nasce dalla forte volontà del
sottoscritto di esplorare quella che è considerata “la regina” dei
relitti Italiani. In occasione dell’EUDI di quest’anno si consolidano,
poi, gli accordi con il Diving Center “Costa Viola” rappresentato da
Rocco Tedesco e Giuseppe Dato (detto “il Cinese”) per mettere a punto
l’organizzazione e la logistica della spedizione.
I componenti della spedizione sono:
Rolando Di Giorgio, Massimo Barnini, Marcello Bussotti, Michele
Fedrigoli, Sabrina Cattaneo. Tutti sub del team di punta della UTRtek: il World Submarine Exploration – W.S.E. Italia
La squadra del diving in assistenza:
Rocco tedesco, Giuseppe Dato, Massimo Plataroti, Dino Pizzuto, Giuseppe
Brando, Lorenzo Iannì e Giuseppe Catalano.
Il periodo prescelto, ovvero fine Giugno rappresenta una
concomitanza di molteplici fattori: La vicinanza al giorno della
scoperta del relitto, il periodo di giornate più lunghe dell’anno e non
ultimo le presumibili condizioni meteo marine favorevoli.
Così, la sera del Venerdì 25 Giugno, nel porticciolo di Palmi,
tutti i componenti del team formato per la spedizione, sono a bordo
della barca appoggio Odissea. Fiore all’occhiello del diving “Centro
Immersioni Costa Viola”, Infatti proprio L’Odissea è il quartier
generale sul quale si sono svolte tutte le fasi concernenti la
spedizione. Due gommoni hanno fatto da appoggio ed assistenza veloce e
il personale del centro immersioni costa viola ha provveduto a piazzare
sapientemente il pedagno sul relitto, nonché una “stazione
decompressiva” fornita di bombole di emergenza. Come assistenza in acqua
ancora un sub della UTRtek:
Davide Ciampalini, che si è
reso disponibile per accompagnarci durante le fasi delicate della
decompressione.
Quali le caratteristiche e gli obiettivi della spedizione?
Come già detto a prendere parte alle immersioni sono stati
cinque sub per un totale di dieci immersioni in due giorni (26 e 27
Giugno), l’obiettivo era di realizzare almeno per due componenti del
team mezz’ora di fondo nella prima immersione. Infatti, sebbene con i
rebreather questi tempi di permanenza a quote con “tre cifre” sono
diventati di più semplice realizzazione, tutt’altra questione è
l’esecuzione di 30 minuti a 100 metri in CA! questo ha dato un ulteriore
valore tecnico alla spedizione in aggiunta all’interesse
storico/culturale del relitto.
Alcuni punti da pianificare, oltre alla scelta di miscele, profili di
immersione ecc, sono state le procedure di sicurezza, legate soprattutto
alla riserva di gas per i sub in C.A. e in CCR ed alle procedure di gas
sharing. Ovviamente in presenza di squadre miste di utilizzo C.A.
rispetto all’ECCR, sono stilate e provate idonee procedure di emergenza
per non lasciar spazio a nessun tipo di problema in caso di necessità da
ambo le parti.
Come d’abitudine le miscele sono state pianificate tenendo conto degli
effetti delle pressioni parziali dei vari gas, sia sul fondo che in fase
decompressiva. Per quello che riguarda, invece,
la loro riserva si è fatto
riferimento alla regola dei terzi per i consumi previsti nella la
risalita in aggiunta al fabbisogno della respirazione sul fondo.
Il
totale procapite delle bombole da portare con se in acqua è stato: un
bibombola 20+20, quattro S80 ed una S40, quindi in tutto 5 bombole oltre
il bibo sulla schiena. L’ausilio dello scooter (DPV) ha reso più
confortevole lo spostamento del sub carico di tutte le stage.
Come consuetudine, per i sub UTRtek,
anche in questa immersione il profilo decompressivo: Mnemonic deco
system si è dimostrato la scelta vincente.
Queste le squadre per le immersioni nei due giorni: